SANT'AMBROGIO, STORIA DEL PATRONO DI MILANO!

Milano in Tour

07 Dicembre 2018

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Sant’Ambrogio, storia del patrono di Milano!

SANT'AMBROGIO, STORIA DEL PATRONO DI MILANO!

Tutti i milanesi festeggiano il 7 Dicembre Sant’Ambrogio.
Conoscete la storia di questo grande personaggio? Ve la raccontiamo noi!

 

sant'ambrogio storia

Sant’Ambrogio a Milano è amatissimo: prima di tutto, perchè molti il 7 Dicembre, giorno in cui si festeggia il patrono della città, non lavorano 🙂
Inoltre Sant’Ambrogio coincide con l’inizio del countdown verso il Natale: il 7 Dicembre si addobba la casa, si decora l’albero di Natale e si cercano i regali per amici e parenti.

Non dimentichiamo poi la Prima della Scala, mondano e celebre avvenimento annuale che si tiene proprio nel giorno dedicato al grande Santo.

Sant’Ambrogio quindi è sulla bocca di tutti: ma conoscete davvero la sua storia?

Niente paura, ve la raccontiamo noi 😉

AMBROGIO, L’UOMO

Aurelio Ambrogio nacque a Treviri, in Gallia, intorno al 340 d.C.
Nel 370 divenne Console dell’Italia Annonaria per la provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano.
Proprio nella capitale dell’Impero, che era allora Milano, Ambrogio mise in luce le sue grandi doti diplomatiche: riuscì a farsi amare sia dagli ariani che dai cattolici, due fazioni non propriamente in pace fra loro in quel periodo (la dottrina religiosa di Ario venne infatti bollata come eretica nel 325).

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AMBROGIO, IL VESCOVO

Nel 374 Ambrogio venne chiamato a dirimere una disputa tra le due parti in merito all’elezione del nuovo Vescovo di Milano, dopo la morte di Aussenzio, che aveva ricoperto quella carica fino a quel momento.
La tensione tra ariani e cattolici era alle stelle, e serviva un pacificatore per il bene della sicurezza comune.

Ambrogio si mostrò quindi in pubblico per calmare gli animi e per incoraggiare il popolo a scegliere il nuovo Vescovo in un clima di dialogo, pace e rispetto.
Gli astanti vennero subito convinti dalla sua saggezza e dal suo buon senso.

Improvvisamente, qualcuno tra la folla, forse un bambino, gridò: “Ambrogio vescovo!” e tutti i presenti, cattolici ed ariani, si unirono al grido, ripetendo all’unisono “Ambrogio vescovo!”.

Fu un’elezione spontanea per acclamazione!

Ambrogio, però, non prese benissimo la cosa: non era un ecclesiastico e non ambiva certo ad una carica pubblica come Vescovo di Milano.
Pensate addirittura che era un catecumeno, non ancora battezzato!!

Per nulla intenzionato ad accettare l’incarico, provò a macchiare la sua impeccabile reputazione tramite azioni di dubbia moralità e, alla fine, scelse la sua ultima spiaggia: la fuga!!! 

Come potrete immaginare, la fuga non fu un successo e il povero Ambrogio venne ritrovato e riportato a Milano.

Ritrovato il fuggiasco, la popolazione chiese l’intercessione dell’Imperatore Valentiniano I, cui Ambrogio era alle dipendenze. Fu allora che accettò l’incarico, considerando che fosse questa la volontà di Dio nei suoi confronti, e decise di farsi battezzare.

Il 7 dicembre 374  Ambrogio venne proclamato Vescovo.

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Da quel momento Ambrogio decise di adottare uno stile di vita ascetico e regalò tutti i suoi beni ai poveri.

È celeberrima la sua frase: “Se la Chiesa ha dell’oro non è per custodirlo, ma per donarlo a chi ne ha bisogno. Meglio conservare i calici vivi delle anime che quelli di metallo”.

Non tardò nemmeno a chiarire la sua posizione nei confronti del potere temporale: “L’imperatore è nella Chiesa, non sopra la Chiesa”.

Un grande Santo, per una grande città!

LEGGENDE E CURIOSITA’

Numerose e curiose le leggende su Sant’Ambrogio. Eccone alcune!

  • Camminando per le vie di Milano, Sant’Ambrogio riconobbe nel morso di un cavallo, che un fabbro non riusciva a piegare, un chiodo della croce di Cristo, che oggi è appeso sopra l’Altare Maggiore del Duomo.
  • Tra gli attributi con cui viene rappresentato Sant’Ambrogio, compaiono le api, simboli di operosità nel lavoro (Ambrogio è patrono degli apicoltori).
    Le api che sono anche oggetto di una storia legata ad Ambrogio: da bambino, uno sciame si posò sulla sua bocca, iniettando miele nel suo corpo, senza pungerlo. Suo padre esclamò:  “Se questo mio figlio vivrà, diverrà un grande uomo”.
    Ambrogio veniva definito «dolce come il miele» per la sua eloquenza.
  • Gli altri attributi del Santo sono lo scudiscio (ad indicare l’incisività delle sue omelie, proprio come le ferite lasciate dallo staffile), il bastone pastorale (la cura ed il raduno del gregge) ed il  gabbiano (equiparabile alla colomba nell’identificazione dello Spirito Santo).

Alla prossima scoperta esploratori urbani!

Paola
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